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Appunti di viaggio
  

   

  SINULOG  1998  Cebu (Filippine)

 Sinulog, ci siamo capitati senza sapere neanche cosa fosse, che meraviglia, che bella esperienza.
Sotto consiglio di Sergio (del SanPaguita Resort) raggiungiamo Cebu per assistere  a  questa manifestazione. Pranziamo al centro, in un ristorante tipico , le portate sono delle cose strane (tipo, uova cotte al calore dello sterco di vaca) e robe simili, scoprendo, in seguito, che il titolare dell'atività è un Italiano emigrato nelle Filippine un trentennio prima.

   

Così, nel primo pomeriggio, con lo stomaco pieno, ci accingiamo a partecipare a questa manifestazione armati di macchina fotografica, videocamere e quant’altro potesse immortalare l'evento.

Noi che nelle Filippine siamo andati per fare immersioni e fotografia subacquea ci ritroviamo nel vortice di questa sfilata dai ritmi travolgenti.
Ma andiamo con ordine, cose è il Sinulog?
Vediamo di dare qualche indicazione in merito. E' la  principale manifestazione che si svolge ogni anno nella terza domenica del mese di gennaio nella città di Cebu per onorare il Santo Niño o bambino Gesù.

   

E' un rituale in onore alla “miracolosa immagine del Santo Niño”. Essa è essenzialmente una danza tribale che richiama alla memoria il passato pagano del popolo filippino e la loro accettazione del cristianesimo. Le movenze di danza al suono ritmico di percussioni dovrebbe assomiglia alla corrente (Sinulog) di quello che  un  tempo era il Cebu  Pahina  River  (fiume Pahina) - questo è ciò che gli gli stessi Filippini raccontano del Sinulog.
La venerazione dell’immagine del Santo Niño e la danza in suo onore hanno origini molto lontane. Ci riportano ai tempi di Magellano ( XV secolo ) e alla colonizzazione e cristianizzazione delle Filippine da parte degli Spagnoli, allora sotto la dinastia degli Asburgo. Difatti, l'emblema degli Asburgo, oggi è il logo del comitato del Santo Niño.

L'effige dell'Aquila bicipite, emblema della potente casata, possedeva un duplice simbolismo: rappresentare il potere dell’imperatore e quello della chiesa.  Oggi per il comitato il significato è stato convertito in "Campioni del cattolicesimo e difensori della fede".

Tralasciando gli appunti storici, quello che ha impressionato noi è stato il coinvolgimento dei locali in questa meravigliosa sfilata; un vortice, come dicevo prima, che ci ha assorbito senza darci scampo. Tutto potevamo immaginare, ma non potevamo assolutamente pensare di trovare a Cebu una specie di festa carneval-cristiana estremamente gioiosa e coinvolgente.

La musica era martellante, la gente tanta, i colori e i costumi erano sfavillanti e l’emozione alle stelle.
Io, Roberta e il gruppo di subacquei Genovesi con i quali facevamo comitiva, non abbiamo impiegato molto tempo a integrarci in quelle danze cristiano-tribali, dando vita a una giornata indimenticabile.
La notte siamo tornati al resort esausti, avendo lasciato a Cebu tutte le nostre energie, sicuramente però, arricchendo la nostra esperienza con delle emozione che non dimenticheremo mai.


 



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