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Appunti di viaggio
              

MATRIMONIO INDIANO     Kolkata 2010


Ebbene si, siamo reduci da un viaggio che ci ha portato ad aggiungere alle nostre esperienze l’affascinante rito del Matrimonio Indiano.
Quando Gudda (il nostro amico Indiano) qualche mese fa ci invitò a partecipare al matrimonio del fratello che si sarebbe celebrato a Kolkata (Calcutta), siamo rimasti un tantino stupiti, considerando il fatto che il fratello non lo conoscevamo affatto.

Poi ci spiega che in India gli inviti di matrimonio si estendono anche agli amici dei parenti, raggiungendo, talvolta, un numero di invitati davvero considerevole.

 

A questo punto con Roberta cominciamo a valutare questa opportunità decidendo che non poteva essere perduta. L’emozione va in crescendo, l’evento si fa sempre più vicino, ed eccoci qua in men che non si dica al tanto atteso MATTRIMONIO INDIANO. L’accoglienza che ci riservano i familiari di Gudda è emozionante, probabilmente non capita a tutti di avere fra gli ospiti degli occidentali arrivati per l’evento. Di conseguenza con Roberta Corrado e Simona (siamo i quattro fortunati Italiani) diventiamo “fluorescenti”, come dice Corrado, pertanto sempre al centro dell’attenzione.
Questa nostra “fluorescenza” si evidenzia soprattutto quando ci  accingiamo a mangiare;  già, il fatto che noi non siamo abituati a mangiare con le mani, anzi la mano, rigorosamente la destra (la sinistra è considerata impura), ci fa fare la nostra “bella figura” cercando di imitare i locali. Sicuramente siamo stati ridicoli, talvolta comici al loro e anche al nostro modo di vedere, ma va bene anzi benissimo così.
 
Veniamo a queste nozze.  Come ci spiegava puntualmente lo zio di Gudda, Gopal Krishna Banerjee, i rituali hanno una sequenza ben precisa.
Prima di ogni altra cosa sono da prendere in considerazione i riferimenti astrali, quando questi sono propizi la cerimonia può avere luogo.
Gli sposi si chiamano Satyarup, fratello di  Gudda, e Monomayee, si legge Monomei ma tutti la chiamano Koel.
Il 10 di Marzo del 2010 è un giorno propizio. L’ora più propizia per l’inizio delle cerimonie del Matrimonio (LOGNO) sono le 18:00.
Si inizia con un rituale chiamato NANDIMUKH (Rito della Rimembranza), in questa fase, che si svolge la mattina presto, vengono recitate le preghiere rivolte agli antenati della famiglia, con l’offerta di gratitudine e rispetto.
Dopo il NANDIMUKH gli sposi mangiano frutta e riso con DOI (curd=caglio) prima che il sole sorga. Dopodichè non possono più mangiare per tutta la durata della cerimonia. Solo se necessario possono bere dell’acqua.
Successivamente al NANDIMUKH, prima del LOGNO, lo sposo arriva nella casa della sposa, generalmente accompagnato dal fratello della sposa e quì si celebrerà il Matrimonio. Al suo arrivo lo sposo viene accolto e benedetto dalla madre della sposa. Un rituale chiamato Bavan: prevede che lo sposo venga condotto in una camera e benedetto dai parenti più anziani della sposa.
KANYA (sposa)            SAMPRADAN (consegna).     Consegna, passaggio della sposa.
Di fronte ai parenti ed agli amici (testimoni) su una piattaforma rialzata che somiglia molto ad un altare, chiamata MONDOP, lo sposo pronuncia una promessa verbale al padre della sposa. Egli promette di prendersi cura della sposa come finora ha fatto la sua famiglia.
 

SUBHO-DISHTI (vista beneaugurale, propizia) e MALA-BADAL (scambio delle ghirlande)

Lo sposo viene condotto nel CHADNA-TALA, o CHADNATOLLA, una stanza all’aperto, dove la sposa viene portata su una panchetta (PRIEY) sostenuta dai suoi parenti. Lei tiene in mano due foglie di “betel” (foglie con le quali si  confeziona il Pan un loro dolce-digestive tipico  dal sapore particolarissimo) con cui si copre il viso. Viene fatta girare intorno allo sposo per sette volte, a simboleggiare le sette sfere del globo (universo). Finalmente la sposa si leva le foglie e gli sposi per la prima volta si possono vedere. Questo sguardo è simbolico, carico di significato e di buon auspicio. A questo punto gli sposi si scambiano le ghirlande.

 
 

GRANTHI – BANDHAN (rito del nodo).
La sposa e lo sposo vengono riportati nel MONDOP (altare) dove, fra cori di preghiere, le loro mani vengono congiunte e un lembo del vestito dello sposo viene annodato ad un lembo del vestito della sposa  a significare che adesso loro sono un solo corpo e una sola anima.

SAPTAPADI
Gli sposi percorrono insieme  (la sposa davanti) sette passi, ad indicare le sette sfere dell’Universo, pronunciando frasi come
     -          “ con sette passi tu sei diventato mio amico”
     -          “ che possa io conservare la tua amicizia”
     -          “ che possa la mia amicizia fare una cosa sola di                  me con te”
     -          “ che possa la mia amicizia fare una cosa sola di
             te con me”

Cerimonia degli ANELLI
Gli sposi si scambiano gli anelli, precedentemente affidati ai testimoni dello sposo  (best men) e dalle damigelle d’onore (bridesmaid), come segno del matrimonio e per ricordare a lungo i voti fatti fra loro.

HOM
Il Dio del fuoco, AGNI, che testimonia tutto il rito del matrimonio Indù, è rappresentato da un braciere, collocato nella stanza del MANDAP. Gli sposi offrono KHOI (riso secco) donato dal fratello della sposa, per pregare AGNI per la salute, felicità e lunga vita per tutti.

SINDOOR – DAAN
Lo sposo applica il SINDOOR (vermiglio) nella scriminatura (riga) dei capelli della sposa. (ndt. questo è il simbolo delle donne sposate in India). 

ABHISHEK
Il fratello della sposa innaffia con acqua (“benedetta”)  i neo-sposi a conclusione della cerimonia (ndt. si medita sul sole e la stella polare).

Questi i riti più significativi del matrimonio bengalese di Kolkata, c’è da aggiungere che ogni regione Indiana ha usanze e metodologie diverse di celebrazione, cerimonie che scandiscono la vita degli induisti, dipendentemente da credenze più o meno radicate e divinità più o meno importanti.
Quanto sopra descritto appartiene solamente al giorno della cerimonia più importante, quello dell’unione effettiva. Nei giorni precedenti e successivi ci sono stati altri riti e usanze, che riguardavano sposo e sposa separatamente, lunghissimi e distanti dalla nostra cultura occidentale, distratta da valori così materiali da rimanere stupiti se si  crede ancora agli astri, agli dei o alla devozione ed il rispetto per i propri avi.

Che dire, questo matrimonio ci ha fatto assaporare delle emozioni sicuramente uniche; ritrovarsi integrati in un evento così importante per la società Indiana è stata per noi un’esperienza indimenticabile.

Abbiamo indossato gli abiti tradizionali e ci siamo goduti dall’interno questo grande evento.  Il fascino dei colori e della gestualità indiana, dei sorrisi e della saggia tranquillità che appartiene al loro DNA ci rimarranno dentro. E’ stata l’ennesima esperienza che ha arricchito la nostra vita e che ci ha fatto capire, come ogni viaggio, quanto siamo piccoli piccoli di fronte al MONDO

Vorremo ringraziare in particolar modo Gudda (Sabyasachi Siddhanta) e tutta la sua splendida famiglia che ci ha permesso di aprire questa finestra nelle meravigliose usanze Indiane regalandoci la massima ospitalità.